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l’edizione tascabile 7 settembre 2010

Posted by cioppy in esorcismi di stile, Nillapizzica (pensieri impuri in vitro).
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non ero preparata, non me l’aspettavo.

credo che sia questo il punto. lo spero. perché altrimenti non lo so. non voglio sapere una verità diversa da questa, non ne ho le forze, sono esausta.

sono stanca di essere arrabbiata. arrabbiata con mio padre che non accetta di avere dei limiti. umani, sani, comprensibili. e con mia madre, che non vuole più fare la madre. mia madre che non mi ascolta e non mi viene incontro. mai come ora mia madre che mi fugge, come una sentenza. più di tutti sono arrabbiata con me, che li guardo con una condanna scritta in volto, e, come un giudice, non li perdono. mai.

sono rabbiosa e stanca. rabbiosa per un lavoro che odio ma che mai come ora non posso lasciare. per il coraggio e tutte le volte che non l’ho avuto e per questo vicolo cieco in cui mi sono ritrovata ora. per questa stasi che è tutto fuorché scontata. per questo ulteriore sforzo che devo affrontare, sopra di me, sopra le mie umane capacità di ingoiare bocconi amari, contro i miei sogni che svolazzano ormai lontani da me, per mia stessa scelta.

sono stanca di avere parole da scrivere e nemmeno il coraggio di lasciarle all’hard disk. stanca di essere così in potenza e mai in azione. stanca del mio recriminare piuttosto che reagire. stanca di essere ciò che da sempre rimprovero agli altri. ai miei. alla mia città.

non le ho le forze, capisci? non posso permettermela un’altra versione della verità. è così, deve essere così, come me la sono raccontata, come sono disposta a digerirla.

non me l’aspettavo. non ti avevo previsto. ero serena, che sono brava ad assorbire le novità con disinvoltura. e persino uscire con i tuoi amici non è poi così strano. non sono una che si lascia spaventare dagli estranei. mi piace sfidarmi ogni giorno un po’ e questo gioco dello scoprirli più interessanti di te, a tratti mi faceva bene, capisci? loro che mi chiamano per nome e ridono con me. loro con cui non mi sento piccola ed inadeguata.

non avevo considerato anche te, per quanto sia facile prevederti in città. ne parla la home page, che mi piaccia o no. sbatterti contro è stato troppo improvviso perchè potessi reagire con lucidtà. sì, è sicuramente questo. e il tuo sguardo nell’aria e la tua leggerezza nel trattare con me come con un’entità quasi astratta, una reminescenza, come una che… bè era prevedibile, cioè, in realtà me l’aspettavo. ed evitarti, reagire algida è stato solo per colpa della sorpresa.

sì. lo dovevo sapere, non posso esserci rimasta male. ed è solo per la sorpresa che quasi una settimana dopo non smetto di sentire una fitta nel petto. per la sorpresa.

sicuramente. perchè non possono esserci altri plausibili motivi se ancora spero di sentire il telefono squillare o di vederti comparire online. no. non vedo altri motivi ragionevoli per cui stasera, nel mio essere sfinita e affacciata ad una intera settimana di relax completo io abbia voglia di piangere come una bambina. e in mezzo a queste lacrime in punta di ciglia ci veda il tuo volto affilato e il tuo sguardo brillante, sorridente di una luminosa emozione che solo le note sanno risvegliare. che a me non è mai riuscito di catturare, neanche per un attimo, nemmeno per gioco.

sì, ne sono certa. è perchè non me l’aspettavo.

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