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cosa fare a Milano quando sei depressa. 15 settembre 2010

Posted by cioppy in Nillapizzica (pensieri impuri in vitro).
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mettiamo il caso che una fortuita congiunzione astrale bastarda e pure masochista mi renda particolarmente giù di morale. e mi ritrovi con il sabato pomeriggio libero, nel bel mezzo di Piazza Duomo. già il fatto di esserci arrivata autonomamente, con la mia nuova sapiente conoscenza della metropolitana meneghina, in qualche modo ha contribuito ad innescare la turbina del buon umore. ma ancora non ci siamo…

i piedi iniziano a muoversi da soli, una sorta di pilota automatico che mi fa driblare le orde di placidi passeggiatori dei portici (Cielo, ma quanti sono?!) e mi catapulta direttamente ai primi appendiabiti di Zara. sì, va bene, è pieno zeppo di gente… ma chissene! mi accartoccio a cercar scarpe del giusto numero, gironzolo scrutando ogni singola maglietta, mi innamoro letteralmente di una dozzina di cose.

dopo accurata selezione, e l’ispezione dettagliata di 3 piani A/R (devi scendere, tanto vale ricontrollare, no?) mi ritrovo alla cassa con 4 selezionatissimi articoli e l’amica spilunga che mi ha raggiunta, dopo aver cazziato a velocità record il fidanzato scapestrato.

ciuè. la gonnina bon ton al ginocchio che fa tanto ragazza del collegio e di fatto abilita le peggio scollature dell’universo! che meraviglia!!! il fuseaux ascellare con fascione in vita che Sandy Marton me lo ruberebbe, io lo so. la maglietta 80’s  con la stampa scolorita ed il nodino sul fianco, una di quelle cose che non sapevi ti mancasse fino a che non la vedi e pensi: “domani. cioè io cosa mi metto domani?! presa.” (e prima ancora che te ne renda conto hai reso inutile un terzo del contenuto del mini trolley). ma più di tutti, il guanto lungo di nappa nera! una meraviglia che con soli 40 euro mi risolve l’inghippo cerimonia. come amo questo posto!

il motore del buon umore ha ripreso a girare, sì, ci siamo quasi. nel frattempo con l’amica spilungona ci sommergiamo di parole e scleri fuori dal comune, il cellullare fonde che la Spora Is In Da CiTy e un caffè non ce lo leva nessuno e i piedi iniziano a macinare metri e vetrine, con noncuranza.

che la Fnac fosse un posto mitologico lo avevo sempre sospettato dal numero di concerti fighissimi che vi ambientano e che io finisco sempre per vedere su youtube. ma che fosse la location per conoscere non una, ma ben 3 twelviste non lo potevo sospettare. così eccole lì, sorridenti e rilucenti, la Spora (è vero, ha un beauty case nella borsa e la gamma dei rouge a portata di mano. sempre!), la Niky (che volteggia su quelli che sembrano sandali ma in realtà sono la versione da piedi del cilicio, io lo so) e la Ninna (che non conoscevo ma che con quello sguardo verde che osserva da dietro la reflex non si può non adorarla!).

io non so cosa c’era in quel caffè al feromone, sul serio, ma uscite da lì… ah, signori, non ci si fermava! due pertiche alla riscossa! e così, a fine giornata i piedi dolorantissimi ringraziavano il prodigo scooter della spilunga che mi riconsegnava salvificamente davanti a casa, assieme al mio rilucente bottino.

nello specifico, si sappia, dopo aver incontrato la Spora, mediamente succede di questo: ti infili in un negozietto di scarpe e la tua amica ti trova un twelve cosmico, ultra scontato e taglia 41 (posso commuovermi? siamo serie, l’ultimo paio rimasto è un 41?! ora mi dirai anche che me li fa provare Jonny Deep, vero?) e lei ne trova un’altro per sé. ce le vedete due stanghe di quasi un metro e novanta che aleggiano davanti allo specchio?! brodo di giuggiole, altroché.

dopodiché è il mio turno e la porto alla Mecca. lei schifita e anticosmesi come poche, mi guarda perplessa mentre tocco concupiscente ogni singolo pennello trattenendo a stento gridolini di goduria. chiedo un “cestello” alla commessa al vetriolo che probabilmente le erano arrivate le sue cose e la sera doveva uscire con Cristiano Ronaldo, non so. “CESTINO” mi corregge quella caustica. la mia complice, per evitare che scatti e la azzanni dritta alla giugulare mi calma sfregandomi sulla mano un pennello da sfumatura di setole naturali. ottiene l’effetto sperato, saggia. poi quel fottutissimo cestello finiamo per riempirlo di ogni ben di Dio (del Dio delle donne ovvio, quello che sa come metterle sulla strada del rouge perfetto proprio quando sono tristi e demoralizzate). esatto, ho usato il plurale. perché la scettica si è ritrovata a comperare il pennello da terra, signori miei, e di setola, non quella roba plasticona, eh! dal canto mio ho dato fondo ai miei risparmi, ma, tra l’altro, ho trovato IL ROUGE e la sua bella base, che son cose inestimabili mica storie.

ecco che per magia il malumore è scivolato giù lungo nella tazza con un rumorino che è una delizia, per dirla proprio com’è. e il fatto che alla fine i piedi siano troppo stanchi per qualunque scarpa che non sia ultra comoda è davvero del tutto irrilevante per una serie di splendidi motivi.

innanzitutto perché sabato la festa è venuta dritta dritta nel loft che si da il caso sia anche la mia preziosissima cuccia milanese. poi, cari miei, con quella t-shit e quel rossetto lì… chi volete che lo noti che sto saltellando dentro ad un paio di converse?!

così, per dire. per la miglior foto che mi sia stata fatta da tempo, non è stato un problema, ecco.

e quel fastidioso malessere con cui tutto era iniziato, d’improvviso sembra svanito. con la timida presa di coscienza di essere capace di planare. e di sperare, tra l’altro, nel groppo.

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Commenti»

1. Spora - 16 settembre 2010

Ma bellissima col rouge!!

2. dorotea - 30 ottobre 2010

milano è una sfida quotidiana. bisogna imparare a viverla, io credo.
tu sei di milano o ti ci sei traferita da poco?

(bellissimo rosso!)

3. cioppy - 30 ottobre 2010

Milano è la mia cuccia. ci scappo quando la mia provincia e i miei caos diventano insopportabili. vorrei viverci ma a volte mi fa paura… certo, tutta l’arte e la musica che mi piacciono sono lì.
è la scelta che continuo a rimandare. 🙂

(grazie! ^_^)

dorotea - 30 ottobre 2010

Io ci vivo da un anno. E’ stimolante sotto il punto di vista culturale, rispetto alla mia provincia, ma anche troppo provinciale rispetto all’Europa. Per cui sicuramente il mio viaggio continuerà. 🙂

Approfitta dell’università per la scelta che continui a rimandare! E’ una buona scusa! 😉

4. Cioppy - 30 ottobre 2010

Grazie del pensiero splendida! Ma io sono già laureata da un po’… La scelta deve decisamente essere di vita! ^_^

dorotea - 30 ottobre 2010

Ops! errore di vautazione! allora buona opportunità la vita! 🙂


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