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Mondo non ti temo. Roma ti amo. 24 giugno 2015

Posted by cioppy in esorcismi di stile, un favola di verità.
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cristina manicure

Lo scorso weekend sono tornata a casa dai miei. Quando inizia ad essere giugno, tornare alla città di mare da cui vengo significa fare la ceretta prima di partire e controllare che in valigia ci sia l’unica cosa fondamentale: il costume. Al resto posso pensare là, in quella che per molti versi sarà sempre casa mia.
Tra le cose che risolvo a poco c’è la faccenda mani e piedi. Basta un messaggio il giorno prima e ho un appuntamento fissato dalla mia amata colombiana. Questa volta mi è andata male: la colombiana (che ha un nome ma me lo tengo per me) ha cambiato città per i mesi estivi e farà tutt’altro lavoro. Ero nei guai.
Per fortuna mia madre ha attivato la sua rete di amiche maniache di estetica per rimediarmi un appuntamento last minute. “Hai appuntamento con Arianna, domani alle 18.30″

Arianna è brasiliana, ha un sorriso travolgente e un’età che oscilla tra i 40 e i 50 anni. Parla un italiano perfetto, con tanto di accento e cantilena tipiche della bassa Romagna. A tradirla, qualche S qua e là.
Mentre mi fa accomodare sulla poltrona mi rendo conto che sarà una bella chiacchierata, la nostra.
“Tu Arianna sei di qua?” le chiedo.

No, io ho vissuto per 20 anni a Roma, a San Giovanni, sono venuta qua 10 anni fa.

Io e Arianna saremmo vicine di casa, le spiego, dando così il via alla dichiarazione di amore più bella che potessi ascoltare.

Ah, Roma, il posto più bello del mondo! Ci torno ancora, una volta al mese. Le mie clienti, quelle che mi hanno dato una mano quando ero in difficoltà, mica le lascio! Io adoravo vivere a Roma poi mio marito ha deciso che ci dovevamo trasferire qua, a Tavullia, perché mio figlio doveva correre in moto. Frankie aveva 11 anni quando ci siamo trasferiti in quel buco di posto e a 12 già faceva il mondiale spagnolo. Mio marito diceva che a Roma la gente non capisce niente di motori. Ma io ci stavo troppo bene.

Quando vado mica sto da mia suocera, che poi mi guarda quando torno, mi scoccia. Io parto con la macchina da qui al sabato alle 7.30 di sera, arrivo che non è ancora mezzanotte e poi esco con le mie amiche. Tanto Roma non dorme mai! Che bella che è…

Mi ricordo a scuola quando studiavo storia antica: io SAPEVO che dovevo andare a Roma! Mio padre mi diceva “Arianna, ma cosa ti viene in mente? Perché non puoi sposarti e fare dei figli e invecchiare di fianco a me, come tua sorella?! Siamo poveri e i poveri muoiono dove nascono, Arianna.”

Allora sono andata in città a lavorare da una parrucchiera e lei un giorno mi ha detto che c’era un concorso e che se vendevo 10 coupon per un viaggio, l’11^ lo avrei vinto. Ed era un viaggio a Roma! “Almeno ci puoi andare per due settimane, nella città dei tuoi sogni” mi aveva detto.
Sono arrivata a Roma nel 1990, con 350.000 lire in tasca. E non sono più tornata. Torno per vedere i miei, in vacanza, ma io alla fine sono riuscita a vivere a Roma.

Nel ’90 non c’era la UE, quindi son dovuta andare in Portogallo e sono rimasta lì a lavorare e risparmiare per 2 anni. Poi ho detto alla padrona di casa che DOVEVO andare a Roma e lei mi ha fatto aiutare dal parroco.
Mi hanno ospitato in un collegio per studentesse da tutto il mondo, dalle suore. Una suora mi ha regalato un libro sulla città dicendomi che dovevo imparare l’italiano senza dizionario, bastava ascoltare e parlare il mio portoghese lentamente. Ci ho messo pochissimi mesi.

Arianna è un fiume in piena, non smette di parlare, le brillano gli occhi: sua suocera che abita all’Alberone, il mercato, il raccordo su cui andava anche con il vecchio , il lavoro da parrucchiera dietro il Pantheon, l’incontro con suo marito con addosso la giacca da moto e il casco integrale,… ogni cosa è frutto di un amore sconfinato per quella città che lei considera sua unica patria. In poche frasi le è tornato a galla persino un perfetto accento romano e ogni volta che pronuncia la parola “Roma” fa come una pausa, carica quelle quattro lettere di una solennità e di un amore talmente puro che quasi trattiene il respiro.

Mi ricordo che appena arrivata sognavo di conoscere un uomo romano e di fare un figlio romano. Devo aver pregato molto forte perché poi il Signore mi ha ascoltato. Ormai Frankie non vuole tornare a Roma, non gli piace, si trova bene qua e mio marito è morto. Ma va bene, mia suocera me lo diceva che lo stavo facendo contento, che era il suo sogno vivere in un posto dove la gente capiva di moto e allora va bene, avrò esaudito il suo desiderio. Lei però ci è venuta una volta sola e anziché un mese è scappata dopo 15 giorni. Figurati, le mancava il rumore del mercato: lei abita sopra l’Alberone!

Io nel frattempo sono già ai limiti della commozione e non mi sono quasi accorta che i miei piedi sono già perfetti.

La gente non fa le cose per PAURA. Si lasciano bloccare dalla paura, è incredibile! Mia sorella per esempio, ha paura ad andare in città, figurati se mi viene a trovare. Sono sempre io che devo andare per sapere come sta. Ma io dico: ti verrà la curiosità anche solo di vedere com’è Roma?!

Non tutti sono speciali come te, Arianna.

a chi è come sarei diventato io
se per un po’ di paura in meno
avessi scelto di non rischiare mai
fanculo a chi non si lascia cadere

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Commenti»

1. desi - 24 giugno 2015

Che storia fantastica Cioppy!! E che persona meravigliosa… mi sta salendo la nostalgia per Roma, e soprattutto per San Giovanni!
Grazie per aver condiviso questo incontro ❤
De

cioppy - 24 giugno 2015

Grazie a te tesorino!

Flavia - 24 giugno 2015

…troppo facile da condividere tutto questo immenso, incondizionato, infinito, talvolta inspiegabile ed insensato, Amore per Roma… troppo facile!
Comunque abbiamo qualcos’altro (oltre a tutto tutto il resto) inequivocabilmente in comune!!!

cioppy - 25 giugno 2015

è la famiglia 😉


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