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Fiò  21 novembre 2015

Posted by cioppy in Patty d'Arbanville e colleghe, unzip my body take my heart out.
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Fió, ha un pizzetto ricciuto che sporge appena dalla barba e porta gli occhiali. Fiò, in realtà, si chiama Vincenzo e i suoi genitori parlano con accento siciliano a differenza del figlio, bolognese senza ombra di dubbio.

Fiò di lavoro guida il taxi e nei turni di smonto non è raro partecipi alle assemblee dei collettivi studenteschi con spirito di appartenenza e grande propensione all’ascolto. Solo quando la raffica di interventi nebulosi lo scoraggia troppo, decide di intervenire redarguendo le nuove leve del partito circa l’effettiva necessità di tenere a mente una direzione.

Fiò ha 30 anni. Nel senso che non ne ha 60.

Se lo incontri quando esce dalle assemblee, la prima domanda che ti farà determinerà il livello della conversazione per le ore a seguire: devi essere pronto a tutto. Ieri mi ha chiesto: “ma tu, a quale età hai imparato a sederti bene con la gonna?”.

Fiò è storico, nel senso che è laureato in storia ma anche che è uno della balotta storica.

Quando non guida il taxi e non va alle assemblee, Fiò partecipa a un programma radiofonico con Bebo, Berto e Mingo. Qualche volta regala collegamenti telefonici dal taxi fermo in piazzola.

Fiò ha la colonna sonora più adatta per qualsiasi momento, mescolando in giusta misura folklore, pertinenza, ricercatezza e caciara.

Fiò ha una conoscenza della realtà politica italiana e internazionale che ha dello sconfinato e la golosa attitudine a mescolarla con nozioni di calcio, detti popolari e cultura pop generalista.

Fiò ha un’opinione su molte più cose di quelle che io penso di aver anche solo sentito nominare e il più delle volte è un’opinione ricca di ironia.

Fiò è una persona che ho conosciuto con i regaz dello Stato Sociale. Non è la prima, non sarà l’ultima, non è per forza la migliore. È solo una delle persone che altrimenti non avrei conosciuto e alla mia vita sarebbe mancato un pezzetto, una certa consapevolezza, un po’ di felicità, una tonalità di colore, una finestra su un mondo che non avrei mai incontrato.

Stasera non è speciale per le canzonette nè per il numero di fan. Stasera è speciale per il numero di finestre sul mondo, per le sfumature di colore, per le consapevolezze che altrimenti io e molti altri non avremmo avuto.

Buon paladozza regaz. Grazie.

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