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Nulla è per caso 3 giugno 2016

Posted by cioppy in unzip my body take my heart out.
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il movimento fermo libreriaIl treno velocissimo ed economico che mi sta riconsegnando a Roma, non sa e non si cura di come mi ci senta, a bordo dei suoi vagoni amici. Non sa che in fondo gli sono grata di essere così poco costoso, per esempio.

Sono grata di essere nata in questa epoca che mi permette di raggiungere persone per me così speciali a centinaia di chilometri da dove abito.
Sono grata per questa vena di incoscienza che un giorno mi ha fatto dire che no, non mi bastava quello che era stato scelto per me. Per questa curiosità con cui faccio i conti da quando sono nata, per questa voglia di conoscere e fidarmi sempre più del consueto, per questa fame che non mi abbandona mai.
Grata per questo cuore che batte forte, su questo treno non troppo costoso.
27 ore a Bologna: bastano per ricordarmi di cosa si può essere capaci. Per ricordarmi chi sono. Per ricordarmi perché.

presentazione biografilmAmmucchiarsi sul fondo di un palco solo per non inzupparci di pioggia, mentre lì, davanti a fan e curiosi sotto gli ombrelli, Alby e Bebo presentano Il movimento è fermo, il loro primo romanzo.
Sì, hanno scritto un libro. Perché lo volevano fare e perché hanno anche scoperto di saperlo fare. E bene.
Saper che quel che c’è in quel romanzo è un mondo che non solo riconosci, ma che ti appartiene anche un po’ e di cui sei infinitamente grata.

san patronio fioPassare la notte a sezionarci i cuori, con un bicchiere in mano e nessun limite agli argomenti da toccare. San Petronio a vegliare su di noi, in una piazza che ci appartiene come non mai. Cedere al sonno solo quando la luce del giorno inizia a sgomitare e le energie sono ridotte al lumicino.

coalizione civicaPranzare con persone capaci di spendersi in prima persona per salvare quella che è una della cose più preziose: la propria città. E sentirli vibrare mentre leggono le agenzie e si fanno andare i tortelli di traverso. Guardare dritto dentro quella passione e saperla simile alla mia. Riconoscerla ma anche venerarla, così indispensabile al punto da essere inevitabile. Come un matrimonio, consumato ogni giorno, strenuamente, con le proprie strade, con i propri luoghi. Tutti insieme, senza nemmeno bisogno di ricordarsi che è giusto. Li ho sinceramente invidiati. E poi li ho ringraziati per avermi resa partecipe di tutto ciò, riscoprendo, ancora una volta, di meritarmelo.

27 ore. Non ne servono di più per ricordarsi chi sei. E per esserne felice e grata. Perché, davvero, nulla è per caso.

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