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La camicia 28 dicembre 2016

Posted by cioppy in #roadtodreams, esorcismi di stile.
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camicia righe
Anna è già al tavolo che mi aspetta.
Ma non sono in ritardo. Ne sono certa. Il cellulare segna le 11:15. ESATTAMENTE le 11:15.
Non. Sono. In. Ritardo.

Eppure lei è già lì e ha una faccia tremenda. Mi sorride appena mentre la saluto.
“Non sono in ritardo, vero?”
No, tranquilla. Ho ordinato del vino, che ne avevo bisogno. L’ho preso anche a te.

È in disordine, ha i capelli spettinati e il trucco colato.
Simone mi ha lasciata, sono sconvolta, non riesco a capacitarmi.
Porta una camicia a righe allacciata a metà sopra una maglietta scollata.
Non capisco come ho potuto essere così stupida. STUPIDA SCEMA! Quello stronzo ha un’altra. Un’ALTRA DONNA! Cioè, donna…

Ha allacciato male la camicia. Come avrà fatto a non accorgersene? Le righe non combaciano, è un pugno in un occhio.
Anni ad accudirlo, a fare progetti insieme… e mi lascia per una sua studentessa, una che probabilmente ha appena avuto le mestruazioni, maledetto!

Questa cosa della camicia è tremenda, non posso continuare così, devo dirle qualcosa. E poi, quella che esce dalla maglietta non sarà mica una spallina del reggiseno?! Ha messo il reggiseno nero sotto una maglietta bianca? MA è PAZZA?! Dio, sì, l’ha fatto sul serio, guarda lì: si vedono le coppe nere in trasparenza. Ma che poi, dico io, sarà pure scomoda allacciata storta, che pende da un lato. Se proprio non vuoi notare l’incidente stradale delle righe, almeno renditi conto che stai scomoda.

Ho trascorso la mia vita affianco a un maledetto stereotipo! Il professore che si fa le studentesse… ti rendi conto?! Ma che persona è? Alla sua età, poi…

Fermi tutti. Ma la macchia sulla maglietta?! Ma cosa le salta in mente? Sembra che sia uscita in pigiama. Anche le unghie sono tremende. Cioè, l’acetone lo trovi anche a 70 centesimi dal bangla sotto casa, non sarà uno sforzo eccessivo non uscire con le unghie di una domestica moldava! E quelle righe… quelle maledette righe! Come può non notarlo? È un incrocio tra un clown e un clochard, sono insopportabili.
Sono certa che avrà una buona ragione per essersi ridotta così. Forse dovrei chiederglielo. E se poi si offende? Insomma, magari non se la sente di parlare. Dovrei essere discreta? Santiddio se avesse voluto discrezione si sarebbe impegnata a non dar tanto nell’occhio, però. Uscire vestita come un è un grido di aiuto, non può essere altrimenti. Ora le chiedo che succede. Povera cara. Poi come parla? La faccia tutta contorta… OH DIO! Non avrà iniziato a drogarsi? Anna, proprio lei, così precisa, delicata, sana,… Povero tesoro! Devo aiutarla, non posso permetterle di rovinarsi la vita così!

Dice che la ama, che lei è gioiosa, è entusiasta, è viva… E IO?! Io cosa sono, MORTA?! Ha detto proprio “VIVA”, capisci? Come se avergli stirato le camicie per anni mi abbia reso morta!
Mi senti? Stefania? Cosa stai guardando, santo cielo, dì qualcosa!

“Ma l’hai vista la tua camicia?! Anna, davvero, sii sincera, va tutto bene? Con me puoi parlarne, eh.”

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Commenti»

1. lalefab - 29 dicembre 2016

È sempre una gioia leggerti! ❤

cioppy - 29 dicembre 2016

lalefab - 29 dicembre 2016

Non leggo niente… È normale o sono io? 🤔

cioppy - 29 dicembre 2016

Veramente c’è un cuoricino… 😓

lalefab - 29 dicembre 2016

Ricambiato! Non si vede dal cell. 😊❤


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